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AI e Cybersecurity: proteggere i dati nell’era dell’intelligenza artificiale
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AI e Cybersecurity: proteggere i dati nell’era dell’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha smesso di essere una tecnologia riservata alla ricerca o all’innovazione d’élite per diventare una componente integrata nei processi quotidiani delle organizzazioni. L’automazione intelligente, il machine learning e gli algoritmi predittivi stanno ridefinendo il modo in cui le aziende prendono decisioni, analizzano dati, comunicano con i clienti e ottimizzano le proprie attività. Ma a questa accelerazione corrisponde anche una nuova esposizione a rischi, spesso poco visibili o sottovalutati.
Phishing generato da algoritmi linguistici, contenuti video o audio manipolati in modo realistico (i cosiddetti deepfake), sistemi automatizzati di attacco e violazione: sono solo alcuni esempi delle nuove forme di rischio che si stanno diffondendo con l’avvento dell’intelligenza artificiale. A ciò si aggiunge la crescente complessità normativa legata alla protezione dei dati personali, come nel caso del GDPR, che richiede oggi un aggiornamento continuo delle competenze per garantire conformità e responsabilità. È in questo scenario in evoluzione, dove opportunità e minacce convivono, che si inserisce il tema centrale del rapporto tra AI e cybersecurity. Comprendere questa relazione, con le sue implicazioni tecnologiche, organizzative ed etiche, è diventato essenziale per tutte le figure professionali coinvolte nella gestione dei dati e dei processi digitali.

L'intelligenza artificiale per la selezione del personale in azienda
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L'intelligenza artificiale per la selezione del personale in azienda

L’evoluzione delle tecnologie digitali sta trasformando radicalmente le pratiche tradizionali delle risorse umane, ridefinendo tempi, modalità e criteri attraverso cui vengono prese decisioni fondamentali per la vita organizzativa. Tra le innovazioni più dirompenti, l’Intelligenza Artificiale si sta affermando come un vero e proprio catalizzatore di cambiamento nei processi di selezione del personale.
In uno scenario sempre più competitivo e dinamico, dove attrarre e trattenere talenti richiede rapidità, precisione e visione strategica, le aziende stanno sperimentando soluzioni basate su algoritmi, automazione e analisi predittiva per migliorare l’efficacia del recruiting. L’adozione dell’AI nei processi di selezione promette una gestione più efficiente dei volumi di candidature, una valutazione più oggettiva delle competenze e una maggiore capacità di anticipare il potenziale dei candidati. Tuttavia, insieme alle opportunità emergono anche nuove responsabilità: garantire trasparenza, ridurre i bias, tutelare la relazione con le persone e mantenere il giusto equilibrio tra tecnologia e intervento umano.
In questo contesto in rapida trasformazione, comprendere come funziona l’Intelligenza Artificiale applicata alla selezione non è più un’opzione riservata ai profili tecnici, ma una competenza chiave per chiunque operi nel mondo HR e voglia affrontare in modo consapevole e strategico il futuro del lavoro.

AI e automazione per Manager e PMI
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AI e automazione per Manager e PMI

Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale ha smesso di essere un tema relegato alla ricerca o ai laboratori tecnologici per entrare a pieno titolo nel cuore delle dinamiche produttive, organizzative e relazionali delle imprese. Non si tratta più di una tecnologia riservata alle grandi multinazionali o agli ambienti altamente specializzati, ma di un insieme di strumenti e approcci sempre più accessibili, capaci di generare valore anche all’interno delle piccole e medie imprese. L’AI sta progressivamente ridefinendo le logiche del lavoro quotidiano, dall’automazione di compiti ripetitivi alla personalizzazione dell’esperienza cliente, passando per l’ottimizzazione dei processi interni e la gestione delle risorse umane.
In parallelo, lo sviluppo di piattaforme low-code e no-code ha ulteriormente abbassato la soglia di ingresso all’innovazione, permettendo anche a chi non ha competenze tecniche avanzate di creare soluzioni automatizzate in tempi rapidi e con costi contenuti. In questo contesto in continua evoluzione, diventa fondamentale per manager, imprenditori e professionisti acquisire una visione chiara, concreta e bilanciata dell’Intelligenza Artificiale e dell’automazione, per poter agire con consapevolezza, visione strategica e responsabilità.

AI generativa per il business
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AI generativa per il business

L’intelligenza artificiale generativa rappresenta una delle evoluzioni più rivoluzionarie nel panorama tecnologico e aziendale contemporaneo. A differenza dell’AI tradizionale, che si limita a classificare dati e fare previsioni basate su informazioni esistenti, l’AI generativa è in grado di creare nuovi contenuti in modo autonomo, aprendosi a scenari di applicazione estremamente innovativi. Questa tecnologia sta trasformando profondamente il modo in cui le aziende operano, ridefinendo processi produttivi, strategie di comunicazione e interazione con i clienti.
Nel contesto aziendale, l’AI generativa sta emergendo come uno strumento essenziale per migliorare l’efficienza e la competitività, con applicazioni che spaziano dalla generazione automatica di testi per il marketing alla creazione di immagini, dall’ottimizzazione delle operazioni interne alla personalizzazione dell’esperienza utente. Le imprese che riescono a integrare efficacemente questi strumenti nei propri processi non solo ottimizzano il tempo e le risorse, ma acquisiscono anche un vantaggio strategico significativo.
L’integrazione dell’AI generativa nel business non è più una prospettiva futura, ma una realtà sempre più presente. Per questo motivo, è essenziale che manager, professionisti e imprenditori sviluppino una comprensione chiara di queste tecnologie, imparando a utilizzarle come strumenti strategici per l’innovazione e la crescita aziendale.

AI Act: cosa cambia per le aziende
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AI Act: cosa cambia per le aziende

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il mondo aziendale, trasformando i modelli di business e ridefinendo le modalità di interazione tra imprese, clienti e istituzioni.
Per affrontare eventuali rischi e garantire uno sviluppo responsabile dell’AI, l’Unione Europea ha introdotto l’AI Act, la prima normativa globale volta a regolamentare l’intelligenza artificiale sulla base di un approccio risk-based.
L’AI Act rappresenta un punto di svolta nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, con implicazioni dirette per le PMI e le grandi imprese, per gli sviluppatori di AI e per chi la utilizza nei propri processi decisionali. La conformità a questa normativa non è solo un requisito legale, ma un fattore chiave per costruire un ecosistema digitale più affidabile, ridurre i rischi legati a bias e discriminazioni algoritmiche e favorire un’innovazione responsabile. Per le aziende, questo significa adottare strategie che bilancino lo sviluppo tecnologico con la protezione dei diritti fondamentali, trasformando la compliance da un vincolo a un’opportunità competitiva. In questo scenario, comprendere l’AI Act e i suoi impatti diventa essenziale per tutte le organizzazioni che intendono sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale, garantendo al contempo la conformità alle nuove disposizioni europee.